Feste di Natale: lo “sgarro” alimentare è permesso, ma impariamo a depurare il corpo

  • 20 dicembre 2016

Per chi svolge attività fisica o semplicemente per coloro che vogliono mantenersi in forma l’arrivo delle feste natalizie rappresenta sempre una dura prova da superare. Fra cene in famiglia, brindisi augurali e appuntamenti a tavola con amici e colleghi, arrivare alla befana appesantiti è per molti un rischio concreto. “Lo sgarro alimentare è permesso – ci ha detto il farmacista budriese Fabio Gnudi – ma occorre limitarlo e farlo seguire almeno da una giornata di depurazione”. Ecco cosa ci ha raccontato.

Dott. Gnudi, davvero non fa troppi danni mangiare a piacimento durante le feste natalizie?
Sicuramente lo “sgarro” alimentare porta ad assumere molti più alimenti di quanti il nostro corpo abbia bisogno e pertanto non sarebbe cosa da raccomandare. E’ altresì vero che la nostra mente ha bisogno di concedersi dei piccoli vizi ed è giusto assecondarla e concederle la tipica mangiata godereccia. Se questa rimane occasionale e aiutiamo il nostro corpo a depurarsi, possiamo ridurre al minimo i disagi dovuti all’appesantimento che il nostro organismo subisce.

Come ci dobbiamo comportare, dunque, in queste occasioni?
Dopo la mangiata proviamo ad assumere infusi a base di betulla e tarassaco, che aiutano il drenaggio del nostro organismo, o semplicemente cerchiamo di bere maggiormente per favorire l’eliminazione delle tossine. Nelle giornate successive approfittiamo di cibi come riso, pesce e verdure per depurarci e aiutare il recupero dei nostri organi. L’ideale sarebbe concederci un giorno di digiuno.

Beh, il digiuno per molti non è certo cosa facile…
Come quando lavoriamo troppo duramente e ci prendiamo una giornata di riposo, allo stesso modo dovremmo fare dopo una mangiata importante. Il consiglio che posso dare, ai soggetti che non hanno complicazioni particolari e per i quali non è sconsigliato il digiuno, è quello di farlo partire dopo il pranzo di metà giornata e tornare a tavola il pranzo del giorno successivo. In questo modo, la notte passata a dormire, ci aiuterà a non avere la tentazione di aprire il frigorifero.

Cosa succede al nostro corpo se mangiamo troppo, in maniera sbagliata, per più giorni di seguito?
Se ci alimentiamo in maniera non corretta favoriamo un accumulo di tossine. I cibi che più frequentemente adornano le tavole nei giorni di festa sono “acidi”, come carni, dolci, caffè, cioccolata o verdure quali il pomodoro e i peperoni. Oppure sono “fermentanti” come i derivati del latte e i formaggi freschi, ovvero fanno fatica ad essere digeriti e diventano così acidi anche loro. Questi acidi sono responsabili di una serie di problematiche, sia a livello muscolare che articolare. In altre parole più mangiamo questo genere di cibi, più rendiamo il nostro corpo incline a subire infiammazioni articolari, strappi muscolari e infortuni. Per evitare questo è importante alimentarsi in maniera corretta e non acidificare troppo l’organismo. Anche piccoli accorgimenti fanno la differenza: io, per esempio, tutti i giorni bevo acqua e limone…

…e il limone non è acido?
Beh, tutti lo credono. In realtà i due acidi di cui è composto, quello citrico e quello malico, una volta arrivati nel sangue portano alla formazione di sali carbonati e bicarbonati, che sono conosciuti antiacidi e sono anche ottimi inibitori della pompa protonica in caso di gastriti e reflusso gastroesofageo. Inoltre, il limone ha anche una funzione antibatterica e disintossicante, purifica i muscoli e le articolazioni, dunque è una valido alleato della nostra dieta quotidiana. D’altronde, proprio per questo la nostra cultura prevede il sorbetto al limone a fine pasto…

C’è chi, in vista di grandi mangiate, si aiuta con i farmaci. Lo consiglia?

Assolutamente no. E’ un errore farlo perché il nostro organismo ha dei limiti imposti dalla natura. Fino all’età di 25 anni tutti noi abbiamo mangiato quello che volevamo, in ampia misura, spesso senza avvertire nemmeno problemi: questo perché nella prima parte della nostra vita il corpo è in fase anabolica, dunque costruttiva. Successivamente il nostro corredo enzimatico diminuisce, fino alla fase catabolica in vecchiaia, quando il corpo fatica a mangiare in abbondanza perché tende a difendersi da intossicazioni che potrebbero pregiudicare la sua salute. Questo percorso fa parte del ciclo della vita ed è giusto rispettarlo senza guastarlo con farmaci. Mangiamo quello che possiamo, in maniera moderata e consapevole. Alimentarsi in maniera corretta rappresenta la migliore cura che possiamo dare al nostro organismo.